Padiglione Tibet , Ca’ Zanardi, VE

giu 10, 2011 1 Commento da

Tibet: una nazione che evoca da sempre un sentimento religioso, mistico, di pace, una vitale “centralina” spirituale per tutti gli esseri umani in contrapposizione con un paese confinante (ora non più, visto che lo ha occupato da decenni) dal devastante materialismo consumistico.

Un Paese oppresso, la cui stessa cultura, la propria lingua rischiano di essere perdute per sempre. Un paese schiacciato da un altro popolo vicino, anch’esso ricco di fascino e mistero. Ora qualcuno desidera annichilirli entrambi, gettandone uno nel baratro della distruzione, sia fisica che culturale e psicologica, abbruttendo l’altro con lo spettro della consapevolezza di stare per compiere un terribile atto di sopraffazione condannato (non abbastanza) dalle altre Nazioni.

La Biennale veneziana da sempre offre l’opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali.

Padiglione Tibet, un’idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno, una chimera che non potrà, almeno per ora, trovare una collocazione ufficiale all’interno della Biennale stessa per la semplice ragione che il Tibet non può essere riconosciuto come Paese sovrano.

Tutto ciò naturalmente a livello ufficiale.

Credo che il sistema arte debba opporsi a tutto questo, usando i mezzi e le possibilità che la sua stessa struttura le offre, rompendo gli schemi ed il muro di silenzio che da troppo tempo sta rendendo vano ogni tentativo di aiuto al popolo tibetano.

Mi piace definire questo progetto come un evento parallelo alla Biennale stessa in quanto entrambe le iniziative (scusate per questo abbinamento alla Davide e Golia!) viaggiano appunto su binari paralleli, senza mai potersi incontrare, naturalmente finché il Tibet non venga riconosciuto ufficialmente come nazione.

Saranno presentate installazioni multimediali site-specific dedicate al Tibet ed una grande rassegna di opere realizzate direttamente sulla KHATA, la tipica sciarpa che in Tibet i monaci usano come forma di saluto. Padiglione Tibet un grande evento in cui sarà evidenziato il connubio tra Arte Sacra Tibetana ed Arte Contemporanea Occidentale.

Un sito in perenne costruzione sia su web che nella realtà: durante i tre mesi della rassegna si alterneranno performances di teatro e di danza contemporanea ad interventi di monaci tibetani.

Non mi illudo: so benissimo che questo mio progetto sarà solo una piccola goccia che però spero possa contribuire a far traboccare il vaso colmo di indifferenza che, per ragioni inesplicabili, si è creato intorno alla tragedia di questo meraviglioso paese dalle metafisiche vette.

Ogni padiglione nazionale è per sua stessa natura un grande contenitore d’arte…..mentre Padiglione Tibet è già Arte nella sua concezione!

Ruggero Maggi
ideatore e curatore

Padiglione-Tibet-venezia

Padiglione-Tibet-venezia

Mandala a Palazzo Ca’ Zanardi.

Tibet. Cosa ci viene in mente udendo questo nome? Vette innevate maestose e irraggiungibili. Spettacoli naturali di intatta bellezza. Eteree ed effimere figure disegnate dalla pazienza dei monaci con le sabbie colorate, simbolo della vacuità dell’essere e della pregnante bellezza dell’attimo, che va colto nella sua essenza. Ci vengono in mente il Dalai Lama e i pacifici monaci buddhisti che dal loro esilio continuano a pregare e parlare di pace, mentre a migliaia di kilometri di distanza il paese è ancora teatro di un’occupazione che dura da più di mezzo secolo.
Perché Padiglione Tibet a Ca’ Zanardi ? Venezia intrattiene da secoli i rapporti con l’oriente. Rapporti commerciali, rapporti di scambio e apertura. Sulle vie dei traffici e del commercio giungevano nuovi modelli di bellezza, di cultura, di arte. La via della seta fu percorsa da Marco Polo per raggiungere lontane terre ricche di fascino e fu un tramite eccezionale per la trasmissione di nuovi influssi artistici permettendo la fusione sincretica di elementi ellenistici, iraniani, indiani e cinesi. Venezia ha conservato l’apertura alle arti e allo scambio. Città cosmopolita, città che ha dato rifugio e accoglienza ad artisti e poeti, città di avventurosi navigatori, ben disposti alle nuove conoscenze e alle scoperte. Venezia durante la Biennale d’arte rinnova questa sua vocazione al mecenatismo e alla protezione e sostegno delle arti. La Biennale veneziana da sempre offre l’opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali.
Poiché al Tibet il riconoscimento di paese sovrano è tuttora negato e questo ne impedisce la partecipazione ufficiale, il sogno che realizzeremo a Ca’ Zanardi sarà quello di creare il luogo magico in cui l’arte, la bellezza, la spiritualità siano messaggio di concretezza, rappresentando una dimensione concentrata che diventi il simbolo di questo paese che esiste, malgrado si cerchi di negargliene il diritto.

Padiglione Tibet è la risposta artistica all’indifferenza, e al muro di silenzio che da tempo sta rendendo vano ogni tentativo di aiuto al popolo tibetano. Come diceva Maria Teresa di Calcutta, non ci va di testimoniare “contro” qualcosa. Sarebbe facile continuare a parlare dell’invasione e dell’occupazione, ma quella è la storia che tutti potete leggere. Noi preferiamo raccontarvi il sogno e la speranza, quella che insieme potremo costruire, perché crediamo che l’arte possa rendere gli uomini migliori.

Andrea Chinellato

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Palazzo Ca’ Zanardi è una dimora storica del XVI secolo che nel corso dei secoli è stato ampliato da varie celebri famiglie veneziane ed è tra i palazzi più suggestivi e raffinati della città lagunare.
Sontuoso e di particolare charme, è immerso nella più totale pace avendo contemporaneamente un delizioso giardino privato e una magnifica terrazza brulicante di colori e magia, luogo ideale per assaporare intimità e suggestione degni di un palazzo che rimanda agli antichi splendori della Repubblica della Serenissima. La raffinata eleganza dei saloni e degli spazi comuni ricorda gli antichi fasti riecheggiati nella mobilia originale del 1500
Ca’ Zanardi è nelle immediate vicinanze della Ca’ d’Oro, splendido palazzo stile gotico quattrocentesco affacciato sul Canal Grande, è facilmente accessibile a due minuti dalla fermata del traghetto Ca’ d’Oro.

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Informazioni evento : Padiglione Tibet – 54ma Biennale di Venezia

Fonte tgcom.mediaset.it

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Una risposta to “Padiglione Tibet , Ca’ Zanardi, VE”

  1. Sebastiano says:

    lo so’ che e un sogno inpossibile conoscere il dalai lama ma spero che almeno mi risponda grazie sebastiano giunta.

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