TORINO 2006: sciopero della fame di un gruppo di tibetani
Torino, 11 febbraio 2006.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Torino, in San Pietro in Vincoli, due tibetani hanno annunciato di voler intraprendere uno sciopero della fame ad oltranza in concomitanza con i Giochi Olimpici di Torino 2006. I due digiunatori sono Sonam Wangdue, esponente del Tibetan Youth Congress di Dharamsala e il settantacinquenne Lama Palden Gyatso, ex prigioniero politico tibetano, detenuto per ben 33 anni nelle carceri cinesi. Il giorno 15 febbraio si è unito al gruppo dei digiunatori Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità tibetana in Italia.
Malgrado le precarie condizioni di salute, Palden Gyatso ha dichiarato di volersi unire ai visitatori in segno di solidarietà con i giovani e coraggiosi compatrioti venuti a Torino. Un quarto tibetano si unirà al gruppo nei prossimi giorni.
I digiunatori:
 |
 |
 |
Sonam Wangdue
nato a Dharamsala
il 12.04.1977 |
Lama Palden Gyatso
nato a Panam Gathong (Tibet)
il 10.05.1932 |
Tamding Choephel
vicepresidente della
Comunità tibetana in Italia |
La Comunità tibetana in Italia ha illustrato oggi, in una conferenza stampa tenutasi a Torino, gli obiettivi dello sciopero della fame a tempo indeterminato che un gruppo di esuli del Tibet, laici e religiosi, intraprenderà da domani, in una tenda installata in San Pietro in Vincoli (Torino, via San Pietro in Vincoli n. 28, zona Porta Palazzo).
Ha introdotto la conferenza stampa Rosanna Degiovanni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che ha sottolineato come l’iniziativa sia stata voluta fortemente da Tamdin Choephel (vice presidente Comunità tibetana in Italia). L’esponente radicale ha lanciato un appello ai cittadini torinesi e degli altri luoghi olimpici affinché facciano sventolare la bandiera tibetana sia alle finestre delle case sia nei luoghi di gara.
Ha poi preso la parola Kalsang Phuntsok Godrukpa (Tibetan Youth Congress): “I Giochi Olimpici sono l’occasione giusta per pretendere l’attuazione di quei diritti umani che ogni nazione partecipante dovrebbe rispettare; nonostante tutte le sue rassicurazioni, la Cina non rispetta i diritti umani; in particolare, in Tibet continua il genocidio. È nostra intenzione digiunare a tempo indeterminato, fino a quando il mondo chiederà conto alla Cina di questo genocidio. La Cina è potente; noi abbiamo soltanto la forza della verità. Vinceremo.”.
Palden Gyatso (monaco tibetano, 75 anni, di cui 33 passati nelle carceri cinesi per reati di opinione, o meglio, per reati di “religione”): “Sono felice di essere qui; chiedo alla comunità internazionale di rivedere la decisione di tenere le prossime Olimpiadi a Pechino. Quando fu presa quella decisione, il 13 luglio 2001, si disse che l’appuntamento olimpico avrebbe contribuito a migliorare il livello dei diritti umani in Cina; non è successo, anzi le cose sono peggiorate. Nonostante le apparenze, la pratica religiosa continua ad essere vietata in Tibet. I cinesi non ci considerano, siamo così pochi! Ma nel nostro cuore abbiamo fiducia nella legge … e recentemente in Spagna la magistratura ha aperto un’inchiesta nei confronti dei dirigenti comunisti di Pechino per crimini contro l’umanità. Parteciperò al digiuno nella speranza che cambi qualcosa …”.
Pema Yangchen (Tibetan Youth Congress): “Noi non siamo nemici del popolo cinese; la nostra lotta è a favore sia dei tibetani sia dei cinesi. Fino a quando i diritti umani non saranno rispettati, Pechino non ha il diritto di ospitare i Giochi.”.
Claudio Tecchio (Coordinatore Campagna di solidarietà con il popolo tibetano): “48 ore fa, un gruppo di monaci tibetani è stato condannato a pesanti pene detentive per essere stati trovati in possesso di un volantino che invitava al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. Ieri sera, alla Stadio Olimpico, mancavano tre bandiere, quelle del Tibet, del Turkestan Orientale e della Mongolia. Noi non vogliamo guastare la festa a nessuno; siamo semplicemente consapevoli che non esiste pace senza giustizia.”.
Gianni Mello (Associazione Italia-Tibet): “Torino è tappezzata di manifesti con la scritta “Passion lives here”. Ebbene, da domani inizia qui a Torino l’interpretazione tibetana della Passione … Noi siamo al fianco dei tibetani, e appoggeremo le iniziative decise da loro”.
A San Pietro in Vincoli, accanto alla tenda dei digiunatori, sarà allestita una mostra fotografica sul Tibet; saranno anche disponibili bandiere del Tibet.
Aggiornamenti giornalieri (daily reports)
Torino. Sotto la tenda allestita in S. Pietro in Vincoli, Sonam Wangdue e Lama Palden Gyatso si apprestano ad iniziare lo sciopero della fame. Li assiste la signora Pema Yangchen, membro dell’esecutivo del Tibetan Youth Congress. Il terzo digiunatore tibetano, Gathong Jigme non è ancora arrivato, forse per problemi di visto.
Si è cercato di rendere il più confortevole possibile la sopravvivenza all’interno della tenda e di garantire ai digiunatori il riparo dal freddo pungente.
Preoccupano le condizioni di salute di Palden Gyatso che, nonostante la tosse e le evidenti difficoltà respiratorie, è determinato a portare avanti il digiuno.
Incominciano ad arrivare, dall’Italia e dall’estero, messaggi di solidarietà: solo oggi, primo giorno, ne sono arrivati oltre ottanta.
Nel pomeriggio, una troupe di RAI 3 si è recata alla tenda e ha fatto alcune riprese e interviste.
Torino. Under a tent raised up in ‘S.Pietro in Vincoli’, Sonam Wangdue and Ven. Palden Gyatso, arrived two days ago from India, are setting the final preparations before starting the hunger strike.
Pema Yangchen, Organisational Secretary of Tibetan Youth Congress, is assisting them. They are waiting for a third hunger striker, Gathong Jigme, held up for matters of visa.
The harsh winter chill with night temperatures around –3°C is due to make life in the tent difficult and everyone is working to improve the comforts of the hunger strikers in the long days which will come.
Despite the precarious health condition, Ven. Palden Gyatso is putting aside his cough and obvious respiratory problems with a determination to carry on the hunger strike.
Messages of solidarity to the hunger strikers are beginning to pour in from Italy and abroad: only on this first day we received more than eighty.
In the afternoon RAI 3 television channel came to the tent for some video shooting, interviews and reporting.
Torino. La tenda, che in un primo momento era stata allestita sotto le arcate della struttura di S. Pietro in Vincoli, è stata rimontata al centro dello spazio erboso per consentire una maggiore visibilità.
Alle ore 16.00, con una breve ma toccante cerimonia e la recita di alcune preghiere, è ufficialmente iniziato dello sciopero della fame.
Nella mattinata ha reso visita ai digiunatori l’on. Enrico Buemi, deputato de “la Rosa nel Pugno”. Ha intervistato Palden Gyatso ed ha espresso il proprio incondizionato sostegno all’iniziativa e alla lotta del popolo tibetano. Radio Flash, un’emittente molto seguita nel torinese, ha dato notizia dello sciopero della fame all’interno del suo radiogiornale ed ha intervistato Rosanna Degiovanni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) che ha illustrato le ragioni alla base della drammatica iniziativa e le richieste del movimento tibetano.
Torino. The tent, initially raised below the arcade of ‘S.Pietro in Vincoli’, has been taken down and remounted in the middle of the garden for more impact and visibility.
A brief but touching ceremony, followed by prayers and the singing of Tibetan National Anthem, marked the beginning of the hunger strike this afternoon at 4pm.
In the morning Mr Enrico Buemi, Deputy of “La Rosa nel Pugno” radical party, paid visit to the tent. He interviewed Ven. Palden Gyatso and he expressed unconditional support to the initiative undertaken and the struggle of Tibeatn people. Radio Flash, a popular local radio, announced the hunger strike on its daily news report and interviewed Ms Rosanna Degiovanni (Adelaide Aglietta Association of Radical Party) who explained the reasons behind this dramatic gesture and the requests of the Tibetan movement.
Con la celebrazione di una breve puja, rituale che si ripeterà tutte le mattine alle ore 10, è iniziato il secondo giorno dello sciopero della fame.
Ai digiunatori si è unito anche Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità Tibetana in Italia. Il Tibetan Youth Congress, in un comunicato, ha reso noto le ragioni della protesta e le richieste formulate dal movimento sia al Comitato Olimpico sia alla Cina.
Oggi due visite importanti: quella del Segretario Regionale della CGIL, Vincenzo Scudiere, e della Segretaria della Camera del Lavoro di Torino, Donata Canta, che ha diramato un comunicato stampa e convocato i giornalisti.
Presente in S. Pietro in Vincoli anche una giornalista dell’emittente Free Asia Network che ha intervistato e fotografato Palden Gyatso.
Torino. The second day of hunger strike started off with a brief puja, a ritual which will be repeated every morning at 10 o’clock.
Tamdin Choephel, vice president of Tibetan Community in Italy, has joined the other two hunger strikers. The reasons and objectives of the protest have been delivered by the Tibetan Youth Congress with the issue of a press release with requests for both the International Olympic Committee and China.
Two important visits were received today: CGIL workers’ union Regional Secretary, Vincenzo Scudiere, and Torino Trade Union’s Headquarters Secretary, Donata Canta, who summoned journalists with an urgent press release.
Free Asia Network called up at the tent to interview and photograph Ven. Palden Gyatso.
Aumenta l’afflusso dei visitatori alla tenda. La giornata registra la visita di Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty International e da lungo tempo vicino a Palden Gyatso, ospite di Amnesty in una lunga tournée in Italia dopo la sua liberazione. Paolo Pobbiati, commosso, si è intrattenuto a lungo con Palden Gyasto. Nel pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Bruno Mellano, la deputata On. Laura Cima, Paolo Pobbiati, Tamding Choephel e la signora Pema. Accanto a loro, il medico Thupten Tsering, venuto da Bologna per prestare il suo aiuto ai digiunatori.
Una troupe del TG3 nazionale ha intervistato e filmato i tre coraggiosi tibetani. Continuano intanto ad affluire, numerosissime e da molte nazioni, e-mail di sostegno e di incoraggiamento. Alcune sono veramente toccanti.
Torino. The flow of visitors to the tent is increasing. Today the hunger strikers were greeted by Paolo Pobbiati, President of Italian section Amnesty International. His relationship with Ven. Palden Gyatso dates back to 1995 when Amnesty was able to host him on a long Italian tour soon after his release from prison and escape in exile. A deeply moved Paolo Pobbiati remained for quite some time in the company of Palden Gyatso. A new press conference was held in the afternoon with the presence of Bruno Mellano from Radical Party, MP Laura Cima, Paolo Pobbiati, Tamdin Choephel and Pema Yancghen. Tibetan doctor Thupten Tsering arrived from Bologna to provide medical advise and assistance to the hunger strikers.
RAI 3 National News Channel carried out interviews and filming of the three brave Tibetans. National newspaper ‘il Riformista’ featured an article calling for all journalists to pay homage to brave Tibetan monk Palden Gyatso and to write up about the Tibetan hunger strike in Torino during these Winter Olympics. There are 3,000 journalists in town to cover the games of 2,500 athletes. Encouraging and inspiring support e-mails keep flowing in from around the world. Some messages are very profound and emotional.
Oggi Palden Gyatso e uno dei due tibetani che partecipano all’iniziativa nonviolenta (Sonam Wangdue, esponente del Tibetan Youth Congress di Dharamsala; il terzo è Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità tibetana in Italia) sono stati accompagnati dal Dr. Silvio Viale al Pronto Soccorso dell’Ospedale delle Molinette per una visita di controllo. All’interno di parametri sanitari che si mantengono nella norma, è stata riscontrata: astenia con patologia respiratoria; ipossia (insufficienza di ossigento); ipoglicemia. E’ stata prescritta una terapia antibiotica ed antinfiammatoria, sulla cui effettuazione i tibetani si sono riservati di decidere. Nella giornata hanno reso visita ai digiunatori Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty International e Bruno Mellano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Bruno Mellano ha dichiarato:
“Invito i cittadini torinesi a fare due cose, piccole ma importanti: andate a trovare i digiunatori tibetani a Porta Palazzo o inviate loro e-mail di solidarietà (torino2006@italiatibet.org); inviate e-mail a Tv e giornali affinché parlino dell’iniziativa nonviolenta in corso. Leggo dettagliati resoconti sul soggiorno torinese di Anastacia e dei Duran Duran; credo che Palden Gyatso, il suo passato e il suo presente, meritino altrettanto spazio e considerazione.”
Today Ven.Palden Gyatso and Sonam Wangdue (president of Regional Tibetan Youth Congress Dahramsala), both undertaking the non-violent action of hunger strike along with Tamdin Choephel (vicepres. Tibetan Community in Italy), were accompanied to the ‘Molinette’ Hospital Emergency section by Dr. Silvio Viale for a medical checkup. Although the health parameters resulted within the norm, they were diagnosed with: astenia with repiratory pathology; oxygen insufficiency, hypoglicemy. The doctors prescribed a terhapy with antibiotics and antinflammatories, which the two Tibetans will decide whether to take. Paolo Pobbiati, president of Italian section of Amnesty International and Bruno Mellano (Adelaide Aglietta Radical Association) visited the site during the course of the day.
Bruno Mellano declared:
“I invite all Torino residents to do two things, small but important: tp go and pay a visit to the Tibetan hunger strikers at Porta Palazzo or to send them a support e-mail (torino2006@italiatibet.org). Send e-mails to TV channels and newspapers so that they will speak out of the ongoing nonviolent action. I read detailed reports on the stay of Anastacia and Duran Duran; I think that Palden Gyatso, his past and his present, deserve as much coverage and consideration.”
I primi segni del digiuno cominciano ad apparire sui volti e negli sguardi affaticati di Palden, Sonam e Tamding. Fuori dalla tenda, per tutto il giorno, una piccola folla di visitatori, compresi numerosi tibetani venuti a sostenere i loro connazionali, ha sostato nello spiazzo erboso ed ha visitato i tre coraggiosi tibetani, rincuorati dalla presenza e dalla premurosa vicinanza di tanti amici. Per il primo giorno si sono sentiti meno soli.
Tra i primi ad arrivare il presidente dell’Associazione Italia-Tibet, Günther Cologna, accompagnato da numerosi membri del direttivo e da alcuni soci. Per tutti Palden Gyatso ha avuto un sorriso, ad ognuno ha fatto dono di una sua fotografia e, con grande disponibilità ha autografato le copie della sua biografia.
Presente in S. Pietro in Vincoli anche una folta rappresentanza di Amnesty International accompagnata dal coordinatore locale Yavier Gonzales. Nel pomeriggio hanno reso visita ai digiunatori l’On. Gianni Vernetti, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare Italia-Tibet e i coordinatori dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet Giampiero Leo e Maria Grazia Spinosa.
Numerosi anche i tibetani venuti a sostenere i loro amici e connazionali.
Una troupe di RAI 3 ha realizzato un nuovo servizio sullo sciopero della fame andato in onda in serata, nel corso del telegiornale regionale. Presente anche una troupe di TeleCity.
A chi legge queste righe e a quanti hanno a cuore la sorte dei tre digiunatori e l’esito della loro lotta, rivolgiamo l’appello a sostenerli, ad andarli a trovare, a far sentire loro tutto il calore e la vicinanza di persone amiche e partecipi.
The initial signs of hunger have started to show on the faces and tired looks of Palden, Sonam and Tamdin. A constant flow of people outside the tent, including many tibetans arrived to pay homage and give support to their brothers. They rested on the grass and they visited the three brave tibetans, who were conforted by the presence and caring of many friends. For the first day since they arrived in Torino they felt like they were not left alone in their struggle.
One of the first people to arrive was Gunther Cologna, president of Italy-Tibet Association, along with other board directors and some members. Palden Gyatso had a smile for each of them, he posed for potographs and with great humbleness he signed copies of his autobiography.
A numerous crowd from Amnesty International was also there, represented by its local co-ordinator Yavier Gonzales. In the afternoon came MP Gianni Vernetti, co-ordinator of Italy-Tibet Parlamentary Intergroup and Giampiero Leo with Maria Grazia Spinosa, co-ordinators of Association of Italian Councils, Provinces and Regions for Tibet.
A team of RAI 3 Regional News Channel filmed a new piece on the hunger strike which was shown in the evening news. A team from TeleCity was also present.
We sincerely request all who read these few lines and have the future of the hunger strikers and Tibet at heart, to support them, to go and pay a visit, to let them feel all the warmth and friendliness of people who care.
Le pessime condizioni atmosferiche di domenica 19 febbraio, con la neve caduta abbondante anche in città, hanno reso problematico il pernottamento all’interno della tenda e costretto i tre digiunatori, a fine giornata, a trovare riparo per la notte in abitazioni private.
Rientrati lunedì mattina all’interno di S. Pietro in Vincoli, Palden Gyatso, Sonam Wangdu e Tamding Choephel hanno ricevuto la visita di Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia-Tibet, e di Stefano Dallari, presidente della Casa del Tibet di Votigno di Canossa. In forma privata, si è recato alla tenda e ha portato il suo saluto ai digiunatori anche il presidente della locale circoscrizione.
Il responso di una nuova visita medica è stato confortante: le condizioni di salute dei tre tibetani sono, nel complesso, soddisfacenti.
Heavy snowfall on Sunday made life in the tent unbearable and the three hunger strikers were forced to seek overnight shelter in private homes.
Back to S.Pietro in Vincoli on Monday morning, Ven.Palden Gyatso, Sonam Wandue and Tamdin Choephel, were surpirsingly met by Claudio Cardelli, vicepresident of Italy-Tibet Association, and Stefano Dallari, president of Casa del Tibet in Votigno di Canossa. On a private note, the Local Council president also came to pay a visit to the hunger strikers.
The results of a new medical checkup came in confortingly: the health condition of the three tibetans is overall satisfactory.
Prosegue in S. Pietro in Vincoli lo sciopero della fame dei tre tibetani. La notizia incomincia a circolare su numerosi siti web, anche tra quelli specificamente dedicati ai Giochi Olimpici. Beppe Grillo ha trattato l’argomento nel suo noto e seguitissimo “blog”. Si è immediatamente innescata un’accesa discussione, con oltre trecento messaggi arrivati nel giro di pochissime ore. Anche Aldo Forbice, nel corso della trasmissione radiofonica “Zapping” ha dato notizia della protesta dei tibetani e delle loro richieste.
Ma l’evento più importante dal punto di vista mediatico è stato l’arrivo alla tenda, nella mattina di martedì, di una troupe di “Striscia la Notizia”, il telegiornale satirico seguito ogni sera da oltre otto milioni di spettatori. All’inviato di “Striscia” Palden Gyatso ha affidato una lettera, avvolta in una “kata” bianca, da consegnare al presidente del Comitato Olimpico, Jacques Rogge. La redazione, che ha mandato in onda mercoledì sera il servizio girato alla tenda e le accorate parole di Palden Gyatso, si è impegnata a consegnare al presidente Rogge la lettera e a cercare di ottenere una risposta dalla dirigenza del CIO. Attendiamo gli sviluppi nelle prossime serate.
Nella giornata di martedì 21 i digiunatori hanno ricevuto la visita di una delegazione sindacale regionale. In serata Palden Gyatso ha partecipato ad un incontro nei vicini locali del Sermig, il Servizio Missionario Giovani. Mercoledì 22, ha portato il proprio saluto ai tibetani Bruno Portigliatti, presidente dell’UBI-Europa.
Nel pomeriggio, i nostri infaticabili amici torinesi, ai quali va fin d’ora un caloroso ringraziamento, hanno distribuito numerosi volantini al Lingotto Media Centre.
Continuano ad arrivare, da tutto il mondo, messaggi di solidarietà e di sostegno.
The hunger strike of the three Tibetans continues in S.Pietro in Vincoli. The news has started to spread across various websites, even on those specifically pertinent to the Torino Olympic Games. Controversial comedian and opinion leader Beppe Grillo covered the action on his notorious web blog, which immediately sparked a heated discussion with over 300 messages arriving within few hours from going on-line. Even Mr Aldo Forbice gave the news of the Tibetan protest during his Radio One evening programming of ‘Zapping’, highlighting the requests set out by the TYC hunger strikers to the Olympic Committee.
But the most important media event unfolded on Tuesday morning, when a team of ‘Striscia la Notizia’, the satirical evening TV news programme followed by over 8 million viewers, turned up at the tent. The ‘Striscia’ reporter interviewed Palden Gyatso, who handed him over a letter wrapped up in a white khata, to be delivered to the President of International Olympic Committee, Mr Jacques Rogge. The ‘Striscia’ editors, who sent the interview on-air during the Wednesday night programming, committed themselves to deliver the petition to Mr Rogge with the firm intent of obtaining a response from the CIO directors. We look forward to further developments during the days to come.
On Tuesday 21st the hunger strikers received a visit by a Regional Syndacate Delegation. In the evening Ven.Palden Gyatso took part in a meeting at nearby Sermig, the Young Missionary Service. Wednesday 22nd was also marked by the visit of Bruno Portigliatti, president of European Buddhist Union.
During the course of the day, our restless friends from Torino, whom we pay our warmest gratitude for their continuing support, have distributed countless flyers about the Tibetan hunger strike at the Lingotto Media Centre.
Messages of solidarity keep coming in from around the world.
A dieci giorni dall’ inizio, la notizia dello sciopero della fame dei tre tibetani ha ormai fatto il giro del mondo e a migliaia (oltre 1300 nelle ultime ventiquattro ore) arrivano i messaggi di supporto e incoraggiamento. Riceviamo richieste di materiale informativo e fotografie dei tre digiunatori non soltanto da parte di gruppi di sostegno al Tibet europei ma anche da singole persone e associazioni del nord e sud America. Il servizio andato in onda su “Striscia la Notizia” e la presa di posizione di Bebbe Grillo nel suo blog sono state un’enorme cassa di risonanza e sono arrivate alle orecchie, e soprattutto ai cuori, di un incredibille numero di persone.
Alla tenda la giornata è iniziata con la visita di un folto gruppo di bambini del “Bimbi Club -Torino”, venuti a visitare la “Casa dei Tibetani”: così infatti hanno voluto chiamare il rifugio di S.Pietro in Vincoli, riecheggiando con questo nome le varie “Case dei Giochi” allestite a Torino in questi giorni.
Nel pomeriggio ha portato il suo saluto ai digiunatori l’Assessore al Verde Pubblico Roberto Tricarico. Un nuovo servizio sulla manifestazione è andato in onda sul telegiornale regionale della terza rete.
È proseguita per tutto il giorno l’opera di volantinaggio, con affissioni all’esterno e all’interno dell’Università Umanistica, nelle bacheche sulla strada e presso il “Villaggio Etico Olimpionico” (Etical Village), il punto di informazione dedicato alle informazioni di carattere etico e sociale.
Tutte le firme raccolte in questi giorni a supporto delle richieste dei tibetani sono state inoltrate via fax alla dirigenza del Comitato Olimpico.
Ten day after its start, the news about the hunger strike of three tibetans in Torino has now stretched across the world and thousands (more than 1300 in the last 24 hours) of support e-mails and solidarity messages are coming in. We are receiving reqeusts of information material and photographs of the hunger strikers not only by european Tibet Support Groups but also from single persons and associations in north and south America. The TV coverage on “Striscia la Notizia” and the support of Beppe Grillo on his web blog have created a huge echo and they have reached the ears and hearts of an incredible number of people.
The day at the tent started with the visit of a large group of kids from ‘Kids’ Club –Torino” who came to visit the “House of Tibetans”: that’s how they decided to name the refuge in S.Pietro in Vincoli, as an answer to the various “House of Games” set up in Torino during these olympic days.
In the afternoon Mr Roberto Tricarico, Council’s Environment Officer, came to greet the three hunger strikers. RAI 3 showed another coverage of the event on the regional news report.
Leaflets and pamphlets were handed out all day and posters were put up inside and outisde the Humanistic University, in notice boards across town and by the “Ethical Olympic Village”, the information point dedicated to ethical and social news.
All the appeal signatures which were collected during these days for the requests made by the tibetan hunger strikers have been faxed to the Olympic Committe office in Torino.
Lo sciopero della fame che Palden Gyatso, Sonam Wangdue e Tamding Choephel stanno portando avanti da undici giorni sembra fortunatamente avviato verso la conclusione. Nel pomeriggio, accompagnato dalla troupe di Striscia la Notizia, si è recato alla tenda dei digiunatori Mario Pescante, membro del Consiglio del Toroc (Torino Organising Committee) che si è intrattenuto a lungo con i tibetani. Una calorosa stretta di mano ha suggellato da una parte l’impegno di Pescante a portare ai digiunatori una dichiarazione scritta, quale impegno formale del Comitato Olimpico a tenere nella giusta considerazione la grave situazione esistente all’interno del Tibet e, dall’altra, la decisione dei tibetani di acconsentire a porre fine allo sciopero della fame.
Mario Pescante, accogliendo l’appello rivoltogli da Palden Gyatso, ha promesso di tornare alla tenda nella mattinata di domani portando con sé non solo il documento ma anche un folto numero di giornalisti stranieri accreditati a Torino affinché il problema tibetano e le istanze dei digiunatori possano essere portati a conoscenza di tutto il mondo ed avere la massima risonanza.
Lo sciopero della fame dovrebbe quindi concludersi ufficialmente domani, dopo la consegna del comunicato del CIO. La trepidazione e l’affetto di quanti (e sono veramente moltissimi) hanno temuto per la sorte dei tre tibetani e ne hanno seguito le vicende in questi lunghissimi giorni sono stati premiati. Ed è stato soprattutto premiato il coraggio di Palden-la, Sonam e Tamding: la loro determinazione è stata totale, a dispetto delle difficoltà, dei problemi logistici, del freddo pungente di questo lunghissimo inverno.
Nella prima mattinata i digiunatori hanno ricevuto la visita di una delegazione del gruppo di sostegno francese France-Tibet. Si sono quindi succedute una serie di interviste, tra le quali quella del regista RAI Giuseppe dell’Agliere (che si appresta a realizzare un documentario sulla realtà cinese e tibetana – “Verità sulla Cina” – in programmazione nel prossimo Torino Film Festival), quella del regista Mimmo Calopresti, (che sta girando un film sulle Olimpiadi nel quale vuole inserire anche la protesta dei tibetani) e del regista Giampiero de Vito, in procinto di girare un filmato che sarà presentato nella prossima edizione del Napolifilmfestival.
The hunger strike that Palden Gyatso, Sonam Wangdue and Tamdin Choephel are carrying on since eleven days, fortunately seems to be nearing conclusion. In the afternoon, Mr Mario Pescante, member of TOROC directive (Torino Organising Committee) was accompanied to the tent by a crew of “Striscia la Notizia” TV programme. He remained with the Tibetans for quite some time to hear their plight and demands. A warmful handshake sealed the promises: Mr Pescante committed himself to bringing back to the tent a written declaration as sign of a formal committment by the Olympic Committee to give the appropriate consideration to the dramatic situation inside Tibet; the three Tibetans accepted to set an end to the hunger strike.
Mario Pescante, touched by the appeal made by Palden Gyatso, promised to come back to tent tomorrow morning, bringing with him the declaration as well as a large number of Olympics accredited foreign journalists so that the tibetan problem and the requests by the hunger strikers can be made known around the world and have the maximum impact.
So the hunger strike should officially terminate tomorrow, after the delivery of the CIO declaration. The anxiety and affection of those people (and they are really a lot) who expressed deep concern for the destiny of the three tibetans and followed them during these very long days, finally got a reward. The courage of Palden-la, Sonam and Tamdin was the most rewarded of all: their determination has been total, despite the difficulties, the logistical problems, the snow and the chilling cold of this very long winter.
In the first part of the morning the hunger strikers received the visit of a support group from France-Tibet Association. Then a series of interviews followed, including that of RAI documentary director Giuseppe dell’Agliere (who is going to produce a documentary on the chinese and tibetan realities –“Verità sulla Cina” – to be presented at the next Torino Film Festival), film director Mimmo Calopresti (who is producing a film on the olympics and would like to include the tibetan protest) and director Giampiero de Vito, who will make a short film to be presented at the next edition of Napoli Fim Festival.
La speranza in una conclusione ormai vicina dello sciopero della fame dei tre tibetani, dopo la visita alla tenda, ieri, di Mario Pescante, si è oggi notevolmente affievolita. Questa mattina, l’esponente del CIO si è recato a visitare i digiunatori ma non ha portato con sé il documento scritto, richiesto dai tibetani come condizione per porre termine alla loro pacifica manifestazione di protesta, con il quale il Comitato Olimpico si sarebbe dovuto impegnare a tenere nella giusta considerazione le istanze dei dimostranti.
In assenza del documento, i tre tibetani, nel corso di una conferenza stampa, hanno ribadito la loro richiesta e hanno deciso di continuare lo sciopero della fame. Enorme la delusione e l’amarezza dei digiunatori e dei numerosi sostenitori arrivati da molte città italiane nella speranza di poter salutare la fine della protesta e di condividere con agli amici tibetani la gioia di quel momento.
Alle accorate e vibranti parole di Palden Gyatso, Sonam Wangdue e Tamding Choephel, Mario Pescante, oggi accompagnato dal vicepresidente del TOROC, Pierpaolo Maza, ha risposto affermando che “il CIO non può guarire tutti i mali del mondo” e che “il Comitato Olimpico non può intervenire in questioni economiche, politiche e sociali”. “L’Olimpismo è l’unica via per abbattere barriere e tenere aperto il dialogo” – ha aggiunto – “il fatto che le prossime Olimpiadi si terranno a Pechino significa portare in Cina pIù di duecento paesi. È un modo per far conoscere la vostra causa in tutto il mondo”.
Secondo alcune agenzie di stampa, questo sarebbe anche il senso di una lettera che Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, si appresterebbe ad inviare ai digiunatori.
The hope of an upcoming conclusion to the hunger strike of the three tibetans, which was raised after yesterday’s visit of Mario Pescante from IOC, was suddenly dropped today. This morning the IOC member paid his second visit to the hunger strikers but he did not bring with him the written document requested by the tibetans, in which the Olympic Committee would promise to give the just consideration to the requests of the demonstrators.
In the absence of this document, the three tibetans, during a press conference, have renewed their request and they have decided to continue the hunger strike. The delusion was bitter for both the hunger strikers and the many supporters who arrived from various parts of Italy in the hope of witnessing the end of the hunger strike and to share a moment of joy with the tibetan friends.
Ven.Palden Gyatso, Sonam Wangdue and Tamding Choephel addressed the crowd and press with deep emotion and vibrant words, to which Mario Pescante, who was today accompanied by TOROC vicepresident Pierpaolo Maza, replied that “the IOC cannot cure all the sickness of this world” and that “the Olympic Committee cannot intervene in economic, political and social issues”- “Olympism is the only way to brake boundaries and to keep the dialogue open” –he added- “the fact that Bejing will host the next Olympics means bringing more than twohundred countries inside China. This is a way to let your cause known all over the world”.
According to some press agencies this would also be the line of a letter which Jacques Rogge, president of International Olympic Committee, is preparing to send to the hunger strikers.
LO SCIOPERO DELLA FAME È TERMINATO
Con la visita alla tenda dei digiunatori del vicesinsdaco di Torino, Marco Calgaro, accompagnato dall’assessore Roberto Tricarico, si è concluso questa sera lo sciopero della fame di Palden Gyatso, Sonam Wangdue e Tamding Choephel. Per tutta la giornata di ieri, domenica 26 febbraio, e di oggi, i tre tibetani hanno proseguito lo sciopero della fame, in attesa della dichiarazione scritta, tanto richiesta e tanto promessa, da parte della dirigenza del CIO.
Il vicesindaco Calgaro e l’assessore Tricarico hanno portato ai digiunatori la solidarietà delle istituzioni torinesi assieme all’impegno del loro interessamento alla questione del popolo tibetano. Dopo le assicurazioni fornite da Mario Pescante, nella sua duplice veste di Sottosegretario allo Sport e di rappresentante del Comitato Olimpico, anche la città di Torino ha voluto essere accanto ai tre tibetani e farsi testimone e portavoce delle loro istanze.
Lo sciopero della fame si è quindi concluso, la tenda è stata rimossa e il silenzio è tornato in S. Pietro in Vicoli, meta, per quindici lunghi giorni di una folla sempre crescente di sostenitori e di semplici cittadini venuti a portare ai tre manifestanti il loro omaggio e il loro saluto. Resta l’eco delle numerosissime espressioni d’incoraggiamento e dei messaggi di solidarietà giunti da ogni parte del mondo, segno tangibile che la causa del popolo tibetano è nei cuori di larghissima parte della pubblica opinione e di quanti hanno a cuore giustizia e libertà.
Oltre 3600 le e-mail arrivate alla tenda in pochi giorni. Fortissima, inoltre, l’esposizione mediatica, grazie alla divulgazione dell’evento da parte della trasmissione “Striscia la Notizia” e della presa di posizione di Bebbe Grillo, nel suo seguitissimo blog, che ha immediatamente innescato una lunghissima serie di commenti. Molte le segnalazioni da parte delle maggiori agenzie di stampa di tutto il mondo che, nel web, hanno diffusamente parlato dello sciopero della fame in corso e dei motivi che hanno spinto tre tibetani, tra i quali un monaco di settantacinque anni, a mettere a repentaglio la loro salute e la loro stessa vita perché il mondo sapesse i soprusi e le ingiustizie che il Tibet sta soffrendo.
THE HUNGER STRIKE HAS ENDED
The visit to the hunger strikers’ tent by Vice-Mayor of Torino, Marco Calgaro, accompanied by councillor Roberto Tricarico, marked tonight the end of the hunger strike lead by Ven.Palden Gyatso, Sonam Wangdue and Tamding Choephel. During all day yestarday, Sunday 26th February, and today, the three tibetans carried on their fast, waiting for a much promised and much longed for written declaration by the IOC.
Vice-mayor Calgaro and councillor Tricarico brought to the hunger strikers the solidarity of Torino institutions along with their committment of an ongoing interest in the tibetan cause. After the assurances provided by Mario Pescante, in his double role of under-secretary of sports and Olympic Committee representative, also the city of Torino wanted to remain close to the three tibetans and become witness and holder of their petition and requests.
The hunger strike has so concluded, the tent has been removed and silence has returned in S.Pietro in Vincoli, which for 15 long days hosted an ever increasing crowd of far-out supporters and local people who came to bring their omage and greeting to the three demonstrators. What remains is the echo of various expressions of encouragement and messages of solidarity arrived from every part of the world, a tangible sign that tibetan people are in the hearts of a major part of public opinion and all those who want to see justice and freedom prevail.
More than 3600 support e-mails arrived at the tent in just a few days. Media exposure was enormous, thanks to the TV programme ‘Striscia la Notizia’ and the argumentations of Italian opinion leader and controversial comedian Beppe Grillo, who sparked a sudden and long line of comments on his web blog. There have been many articles by the major world press agencies, which highlighted and copiously wrote about the ongoing hunger strike and the reasonings behind the action of the three tibetans and their requests. They explained to the world why a 75 years old monk and two other tibetans put their health and even their life at risk, suffering cold and food deprivation, so that the world would know about the abuses and injustices that their country Tibet continues to suffer today.
Commenti Recenti